Biografia: il canto e la musica Jazz, Soul, Pop e R&B, una passione di sempre

La biografia di Valeria Burzi: una vocazione artistica manifestata fin dai primi anni e coltivata grazie alla passione per il canto e la musica jazz e blues


Fin da bambina Valeria Burzi predilige a istinto i dischi di Stevie Wonder, Aretha Franklyn e James Brown, mostrando da subito una fortissima propensione per la musica afroamericana.

Gli impegni universitari e lavorativi tolgono però tempo alla sua vocazione artistica, che quindi finisce per essere esternata saltuariamente.

Una volta raggiunta la propria indipendenza economica, l’artista bolognese può finalmente prendere la decisione di studiare per diventare cantante e musicista professionista.

Nel 2000 l’incontro che cambia la vita di Valeria Burzi: quello con la sua insegnante di canto Luisa Lodi.

La sempre crescente curiosità verso lo strumento vocale la porta a studiare e sperimentare vari stili, rendendola un’interprete talmente versatile, e con un repertorio così vasto, da permetterle di affrontare ogni tipo di palcoscenico, come quello, nel 2006 , in Calabria, dove apre il concerto della cantante Alexia. Pop, soul, R&B, jazz e dance, portano Valeria Burzi ad esibirsi anche nei contesti musicali più noti del proprio territorio.

La capacità canora acquisita negli anni viene nel tempo rafforzata da alcune importanti esperienze formative: Valeria Burzi partecipa ai seminari di vocologia artistica del foniatra Prof. Fussi e, per approfondire la propria competenza musicale, nel 2010 inizia a studiare pianoforte col maestro Annibale Modoni. Valeria si laurea a luglio 2017 in canto e musica jazz al Conservatorio Frescobaldi di Ferrara col massimo dei voti.

Sempre nel 2010, Valeria Burzi prende la decisione di tornare all’antico amore per la musica afroamericana. Alcuni incontri importanti ( tra tutti quello con il pianista Teo Ciavarella, il cantautore Germano Bonaveri e il saxofonista Roberto Manuzzi, già arrangiatore di fiducia di Francesco Guccini) la spingono a formare la propria Soul Band composta da 9 elementi. Mentre l’inserimento nel mondo musicale jazz del proprio territorio, le permette di esibirsi nei contesti più prestigiosi dedicati al genere: il ‘Porretta Soul Festival’, i celebri ‘Bravo Caffè’ e 'Cantina Bentivoglio' di Bologna e un contratto con il Resort più esclusivo in Svizzera, a Gstaad.

Nello stesso anno , Valeria Burzi inizia anche a lavorare come vocal-coach, applicando il proprio metodo di insegnamento, che si basa su la tecnica del 'voicecraft', e sui principi del metodo Feldenkrais.

Nel 2015 la piattaforma web Music Raiser accetta di finanziare l’album che Valeria Burzi vuole dedicare alla musica afroamericana: “Blackytude”.

Grazie ai brani inediti composti da Valeria e alle versioni di standard celebri del jazz e del blues, l’album ottiene per la sua pubblicazione un esclusivo lancio nazionale sull’agenzia stampa Ansa e ottime recensioni - sempre nazionali - dal Corriere della Sera, da Radio Capital ( dove fu già ospite nel 2014) e da altre testate e radio che consacrano Valeria Burzi tra le più interessanti e versatili voci soul-jazz italiane.

Il brano “Dovrò fare senza te”, contenuto nell’album, ha vinto una menzione al merito al concorso regionale emiliano “Libera la musica” nel 2014.

A completamento di questo periodo, Valeria viene invitata a collaborare come vocalist dalla famosa e longeva “Dr Dixie Jazz Band”.

“Ora non riesco ad immaginare la mia vita senza il canto e la musica. Che sia per due o 5000 persone, per me cantare è una necessità dell’anima”